APPIGNANO - Centro del Mobile e della Ceramica - www.appignano.com


Vai ai contenuti

LE ORIGINI DEL NOME

CITTA' > STORIA

LE ORIGINI DEL NOME

Il nome Appignano racchiude in sé indeterminate spiegazioni sulla sua reale origine. Il primo riferimento alla località si ha in un documento contenuto nel cosiddetto “Codice Bavaro”, un registro catastale dei secoli VII-X d.C., relativo ai possedimenti della Chiesa arcivescovile di Ravenna nella Pentacoli. Qui il centro fu denominato Appiniano.Un’altra proposta è data da un’antica e anonima carta geografica risalente al XVI secolo, la Marchia Anconetana, Picoenum olim dicta edita a Roma nel 1564. In questa si può notare la presenza di Appignano, che vi figura con la denominazione di Pigna e con un aspetto territoriale sovradimensionato che le attribuisce un rango superiore e preminente sia a quello della contigua Montecchio (oggi Treia), sia a quello di Tolentino e Cingoli. Difficile capirne i motivi, ma è certo che in questo periodo la località sta vivendo un momento evolutivo importante grazie alla lavorazione e produzione della ceramica, quindi, altra supposizione è che il nome Pigna potrebbe richiamare la particolare forma del recipiente realizzato.Tra il 1580 e il 1581 Egnazio Danti realizzò un’altra immagine cartografica, il Picenum, che rappresenta in modo più dettagliato il territorio; in questa carta il centro viene chiamato Pignano.Ci sono molte altre varie ipotesi sull’origine di questo nome. La più tradizionale venne proposta da Giovanni Baldi (Offagna 1577 – Osimo 1622) che mise in stretta relazione il nome di luogo Appignano con quello di Aulo Piniano Faltonio, preconsole in Asia Minore negli ultimi anni del III sec. d.C. Egli prese possesso del territorio di questo centro e vi impresse iscrizioni con su scritto A. Piniano. Ma non tutti compresero il senso di questa abbreviazione e si iniziò a chiamare la località Appiniano.Lo studioso, contemporaneo del Baldi, Vecchietti più semplicemente afferma che al territorio venne attribuita la denominazione Appiniano dal nome preconsole solo per il fatto che costui, in molti antichi scritti, è chiamato Apeniano. Non fu, però, affatto favorevole a queste tesi l’appignanese don Giovanni Accorroni che accusa il Baldi di non avere alcuna testimonianza sulla concretezza della sua opinione e che il nome della terra è sempre stato Appignanus e non già Appiniano.Fu il rinvenimento di un frammento di iscrizione su pietra tufacea da Giacomo Pierantoni a mettere un po’ di luce su quel territorio. La lapide aveva la forma di un cerchio spezzato e conteneva in bassorilievo tre figure umane con in mezzo la scritta P.F.VEL.PATR. cioè, secondo A. Meriggi, Publii filius Velinae Patronus, se ci si riferisce ad uno solo dei defunti custoditi nella tomba, e Publii filii Velinae Patroni, se si indicano tutti e tre i personaggi.Secondo il prof. Luciano Chiappini, scartando tutte le testimonianze non supportate da prove certe, ci si può riferire ad una proprietà terriera individuata unendovi il nome aggettivato del proprietario; quindi il nome Appignano trae la sua denominazione da un “fundus apinianus ossia della gens apinia”.



Tratto dal libro: APPIGNANO - I segni della storia

L.Chiappini - D.Frapiccini - A.Meriggi - G.Piccinini - C.Pongetti
Comune di Appignano 2003



www.appignano.com - Centro del Mobile e della Ceramica

Torna ai contenuti | Torna al menu